lunedì 29 aprile 2019
Non si placa la rivolta social degli elettori M5S contro la candidata Nasri Assiya: “Si tolga quel velo dalla testa”
La sua candidatura ha diviso gli elettori di un piccolo centro dell’Avellinese, scatenando una bufera sui social network. La candidata Nasri Assiya, 20 anni, si presenta come consigliere comunale alle prossime elezioni amministrative del 26 maggio a Montoro, in provincia di Avellino, ma la sua avventura elettorale non è cominciata nel migliore dei modi.
Nei confronti dell’esponente del Movimento 5 Stelle, che indossa il velo, come vuole la tradizione del suo Paese d’origine, una serie di messaggi su Facebook e Instagram che la invitato a desistere, quel burqa non va giù a molti elettori.
Numerosi i commenti di chi non condivide l’impegno politico della donna di religione musulmana, sotto il post che annuncia la sua candidatura. “Lei è Nasri Assiya , ha 20 anni è laureanda in Matematica. Iscritta all’Università a soli 17 anni, conosce perfettamente quattro lingue straniere. Nonostante la giovane età, vuole abbracciare la politica attiva. Spigliata, disinvolta ed energica,
Assiya vuole partecipare al cambiamento e prendere per mano il suo futuro e quello dei tanti giovani di Montoro, impegnandosi in prima persona affinché Montoro possa correre verso un futuro di sviluppo sociale, economico, culturale e lavorativo”. Questo il messaggio elettorale della candidata, subissato di commenti.
“Una nuova italiana con il burqa. Non ti voterei mai”, scrive qualcuno, mentre un altro utente pubblica una foto con la scritta “Islam, no grazie”. O ancora, c’è chi afferma: “Va benissimo, basta che tolga il velo dalla testa, che non è certo un simbolo di sviluppo culturale e sociale”. Leggi la notizia su Il Giornale
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3 commenti:
costei , mussulmana osservante e proprio perchè tale, vuole entrare in politica per dar modo sempre di piu' ai mussulmani che sono e stanno entrando in Italia di esercitare le 139 sure Coraniche che prevedono MORTE AGLI INFEDELI. NOI ITALIANI CRISTIANI PER PRIMI ,__WEB
aaa
È difficile per chi voglia tentare di capire che cosa il Corano veramente indichi al popolo musulmano come linea di vita e come missione in terra, trovare nel sacro testo di Maometto elementi di moderazione o di tolleranza verso il cosiddetto popolo degli infedeli. Il versetto 29 della Sura 9 del Corano è illuminante: «Combattete coloro che non credono in Allah e quelli, fra la gente della Scrittura, che non scelgono la religione della verità». Il popolo della Scrittura sono gli ebrei e i cristiani. Combatterli significa non confrontarsi con loro, ma semplicemente eliminarli, se non si sono prima convertiti. Di conseguenza, chiunque voglia commettere una violenza è perfettamente giustificato dal Corano a farlo.
Molti passaggi nel Corano esortano i musulmani a uccidere gli infedeli, termine che in origine designava gli Arabi che non si sottomettevano all’Islam ma che dopo la morte di Maometto e la violenta espansione territoriale islamica, passò ad indicare tutti i non musulmani. Così, per esempio, nella sura 2 (190-193) si legge: «Combattete per la causa di Allah coloro che vi combattono, uccideteli ovunque li incontriate, scacciateli. Combatteteli finchè il culto sia reso solo ad Allah». Sono questi i fondamenti della Guerra Santa. Per vincerla, il Corano indica senza equivoci la violenza. Del resto, lo stesso Maometto fu nella sua vita un convinto operatore i violenza, assassinò molti dei suoi oppositori, consentiva che donne e bambini fossero venduti come schiavi, che centinaia di uomini fossero catturati, sgozzati o decapitati, come abbiamo visto fare oggi ai terroristi dell’Isis.
Questo perché ai musulmani viene promesso a chi combatte e muore per la Jihad, il perdono di tutti i peccati commessi e ricompensato, come predica la Sura 3, «nel più alto dei Paradisi» con una vita sensuale e lussuriosa, un Giardino delle Delizie, dove i beati vivono in oasi lussureggianti, in ricchi palazzi, consumano cibi squisiti e bevande inebrianti, comprese quelle proibite sulla terra.
questa donna, piu' colta delle altre pressochè analfabeta , vuole entrare in politica per distruggerci.
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__WEB
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la politica le servirebbe per mettere in atto le sure coraniche che inducono a sterminare gli infedeli.
È difficile per chi voglia tentare di capire che cosa il Corano veramente indichi al popolo musulmano come linea di vita e come missione in terra, trovare nel sacro testo di Maometto elementi di moderazione o di tolleranza verso il cosiddetto popolo degli infedeli. Il versetto 29 della Sura 9 del Corano è illuminante: «Combattete coloro che non credono in Allah e quelli, fra la gente della Scrittura, che non scelgono la religione della verità». Il popolo della Scrittura sono gli ebrei e i cristiani. Combatterli significa non confrontarsi con loro, ma semplicemente eliminarli, se non si sono prima convertiti. Di conseguenza, chiunque voglia commettere una violenza è perfettamente giustificato dal Corano a farlo.
Molti passaggi nel Corano esortano i musulmani a uccidere gli infedeli, termine che in origine designava gli Arabi che non si sottomettevano all’Islam ma che dopo la morte di Maometto e la violenta espansione territoriale islamica, passò ad indicare tutti i non musulmani. Così, per esempio, nella sura 2 (190-193) si legge: «Combattete per la causa di Allah coloro che vi combattono, uccideteli ovunque li incontriate, scacciateli. Combatteteli finchè il culto sia reso solo ad Allah». Sono questi i fondamenti della Guerra Santa. Per vincerla, il Corano indica senza equivoci la violenza. Del resto, lo stesso Maometto fu nella sua vita un convinto operatore i violenza, assassinò molti dei suoi oppositori, consentiva che donne e bambini fossero venduti come schiavi, che centinaia di uomini fossero catturati, sgozzati o decapitati, come abbiamo visto fare oggi ai terroristi dell’Isis.
Questo perché ai musulmani viene promesso a chi combatte e muore per la Jihad, il perdono di tutti i peccati commessi e ricompensato, come predica la Sura 3, «nel più alto dei Paradisi» con una vita sensuale e lussuriosa, un Giardino delle Delizie, dove i beati vivono in oasi lussureggianti, in ricchi palazzi, consumano cibi squisiti e bevande inebrianti, comprese quelle proibite sulla terra.
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