venerdì 7 dicembre 2018
Volete sapere l'ultima? Associazione contro la "povertà" schierata contro il RdC! Ecco chi sono in realtà
L’associazione Alleanza Contro la Povertà è contraria all’introduzione Del Reddito di Cittadinanza in discontinuità con il reddito di inclusione (REI) e chiede, andando al sodo, che quest’ultimo assorba il Reddito di Cittadinanza.
Il REI è stato reso operativo l’anno scorso con un decreto legislativo del governo Gentiloni. In pratica il PD, poco prima delle elezioni politiche del 4 marzo, ha tirato fuori una misura sociale da presentare come alternativa al Reddito di Cittadinanza con l’unico scopo di arginare il crescente consenso dei cittadini a favore dei 5Stelle.
Infatti potremo chiedere ai vari Monti, Letta, Renzi ed epigoni, come mai non si siano presi cura prima dell’enorme massa di persone indigenti che le loro stesse politiche liberiste-elitarie hanno prodotto.
Come potrebbero rispondere?
Non certamente con un decoroso silenzio, ma con un altezzoso e spaccone arrampicarsi sugli specchi.
Basta assistere al talk di Floris su La7, l’emittente di Cairo che tracima odio contro i 5Stelle, per vedere come i vari Monti, Fornero, Rosato, Giannini, ecc. promuovano ancor oggi politiche solo a vantaggio delle classi più agiate, riservando qualche pensiero, di carità pelosa, ai più poveri tra i cittadini italiani.
Per cotali soloni con la puzza sul naso e con la ‘panza’ piena e pubblicamente angosciati dei loro risparmi, è difficile persino solamente immaginarsi le situazioni che vivono milioni di cittadini in stato di povertà.
Costoro sono risolutamente sempre, comunque e a prescindere contro il Reddito di Cittadinanza.
Ma vorrebbero persino convincere anche chi già vive quella triste condizione di indigenza o chi è in pericolo di cadervi a dar loro ragione persuasi dal loro sottile argomentare.
Vorrebbero farci tutti fessi e contenti: stiamo attenti alle loro fraudolente sottigliezze argomentative.
Ma se si può facilmente capire che chi gode di una vita agiata sia nemico acerrimo del Reddito di Cittadinanza e faccia di tutto per impedirne il varo legislativo, non si riesce a capire come mai un’associazione che si è data il nome di Alleanza Contro la Povertà lo combatta con la stessa caparbietà.
Vediamo di trovare una spiegazione ragionevole.
Intanto cominciamo a vedere chi ne sono i promotori. Come potete riscontrare in questo elenco, c’è, a parte la Caritas, tutto il mondo ‘de sinistra’ del cosiddetto volontariato, delle varie ONLUS, ONG, ecc, che ha come tutore politico il PD e cespugli.
Non sembra neanche lontanamente appropriata la definizione che ne fa il Sole 24 Ore, uno dei giornali dei ‘poteri forti, non più fortissimi’, di “associazione indipendente”, anzi appare decisamente fuorviante.
Singolare che il giornale della Confindustria sia così generoso e così amichevole con un’associazione che dovrebbe combattere la povertà e le ingiustizie sociali che la provocano, quelle che favoriscono i forti e mettono ancora più in difficoltà i deboli.
Un altro elemento che ci aiuta a capire è il contenuto di un documento dell’associazione reso pubblico ieri che si lascia intendere sia informalmente indirizzato al Governo Conte.
Un sito vicino ad Alleanza Contro la Povertà lo riporta ampiamente. Ve ne propongo due stralci che ritengo significativi.
Nel primo si suggerisce di ‘promuovere la collaborazione tra i vari soggetti che possono fornire le molteplici risposte di cui i poveri hanno necessità (Comuni, Centri per l’Impiego, Associazioni, Terzo Settore, Scuola, Edilizia pubblica, Asl ed altri). Il disegno del Rei fa propria questa impostazione’.
Nel secondo si auspica ‘un percorso animato da un unico obiettivo comune: dare ai poveri di questo Paese le risposte delle quali hanno bisogno. Riteniamo che tale fine possa essere raggiunto solo attraverso un impegno collettivo di tutti gli attori coinvolti nella lotta alla povertà, sia a livello centrale che sui territori’.
Chiamando pane il pane e vino il vino, Alleanza Contro la Povertà chiede al Governo Conte di poter gestire almeno una parte dei fondi destinati al Reddito di Cittadinanza. Il massimo arriverebbe se il Reddito di Cittadinanza venisse inglobato nel REI, ma il solo averlo proposto denota arroganza, supponenza, spudoratezza. E può provocare solo irritazione.
Ma se solo l’associazione del giro del PD riuscisse ad agguantare la gestione di una parte pur piccola dei fondi destinati al Reddito di Cittadinanza, il risultato largamente prevedibile sarà che almeno una parte dei soldi destinati ai nostri concittadini in difficoltà, andranno a quelli che non lo sono.
A quelli che dell’aiutare i poveri han fatto un mestiere: Copyright by Papa Francesco.
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