mercoledì 10 aprile 2019

Alarmphone: “Gommone in difficoltà in Libia”. E Casarini sbrocca: “Roma non risponde, siate maledetti, assassini”


“Alarmphone ha ricevuto una chiamata stamattina intorno alle 6.00 da venti persone, tra cui donne e bambini, in difficoltà a largo delle coste della Libia”, si legge sul profilo Twitter dell’organizzazione che ha anche riferito che “otto persone sono cadute in mare e sono disperse”.

“Il motore non funziona – si legge ancora nel tweet del servizio telefonico per gli immigrati in difficoltà – l’imbarcazione imbarca acqua ed è alla deriva in prossimità del confine libico-tunisino”. Il naufragio al largo della Libia arriva a ridosso dello scontro sulla nave “Alan Kurdi” della ong tedesca Sea Eye che da sei giorni ha a bordo 64 immigrati clandestini e aspetta l’indicazione di un porto sicuro. “Sei giorni di attesa per un approdo – scrive su Twitter Carlotta Sami, portavoce dell’Unhcr – a che punto si vuole arrivare?”.

Il caso di oggi potrebbe rinvigorire il continuo braccio di ferro sugli sbarchi. Tanto che Alarm Phone ha subito iniziato a fare pressioni sulle autorità di Tunisi, La Valletta e Roma. “Tripoli non è raggiungibile – twittano – nessuna sorpresa a causa della guerra in corso lì”.

E subito Nessuno risponde, compresa Roma. Che voi siate maledetti, assassini”, l’ex no global del G8 di Genova che si era messo al timone della Mare Jonio, twitta contro il governo italiano. “Nessuno risponde, compresa Roma – ha scritto – che voi siate maledetti, assassini”. Nel frattempo l’aircraft della Sea Watch, il velivolo “Moonbird” per soccorrere l’imbarcazione.


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