martedì 23 aprile 2019

Cécile Kyenge: “Dobbiamo accogliere tutti i migranti in fuga dalla Libia, lo dice la Costituzione italiana”


Cécile Kienge ci riprova. Dopo una legislatura a Bruxelles, l’ex ministro per l’Integrazione è di nuovo tra i candidati del Pd alle elezioni europee nella nostra circoscrizione.

Ieri un tour in Alto Adige. Dapprima a Bressanone – Casa della solidarietà – poi pranzo con la comunità pachistana. Infine un convegno nel capoluogo organizzato dalla Rete per l’integrazione delle comunità straniere. L’Europa che vuole l’ex ministro? «Un’Unione che si fondi sui valori del rispetto di dignità umana, libertà, democrazia, uguaglianza, Stato di diritto e diritti umani, compresi quelli delle persone appartenenti alle minoranze», risponde Cécile Kienge.

Ed ecco aprirsi una società caratterizzata da «pluralismo, non discriminazione, tolleranza, giustizia e parità tra uomini e donne». Solidarietà ed integrazione, concetti usciti dall’incontro nel Centro polifunzionale Europa, in via del Ronco. Perché, in fondo, come ha ricordato lo psicologo sociale Fernando Biague «dobbiamo abituarci ad una società “colorata”, tenendo presente che l’uomo ha un’unica razza».

Da qui il no al razzismo nei confronti di chi ha culture, lingue e abitudini diverse. E in Alto Adige? «Teniamo sotto controllo l’operato della Provincia che non ha ancora ben chiarito cosa voglia fare per l’integrazione», sottolinea Elisa Pavone della Rete dei diritti dei senza voce. Ma allora come la mettiamo con le politiche portate avanti dall’attuale governo? «Sono contro la Costituzione che afferma la necessità di farsi carico di chi fugge dalle guerre.

Pensate all’attuale situazione in Libia, alla guerra in atto, sono persone che hanno diritto all’accoglienza», così l’eurodeputata del Pd. Insomma, una direzione diversa da quella portata avanti da Palazzo Chigi. «Si confrontano una visione progressista ed una apocalittica della migrazione», spiega Kienge. Una politica, la sua, contrasseganta dalle 5 P. Persone, pianeta, partenariato, prosperità e pace. «La mia visione politica è imperniata sul più grande dei valori democratici: l’uguaglianza.

Quando penso all’Italia e all’Europa, immagino uno spazio democratico effervescente, partecipativo ma cordiale e rispettoso», evidenzia l’ex ministro. Per crearlo, lo si può fare «solo mantenendo l’ideale di un’eguaglianza effettiva, capace di suscitare e fare generare gli anticorpi legislativi necessari per proteggere le vittime di disuguaglianza e discriminazioni», ancora Kienge. Se questa è la cornice, l’europarlamentare non dimentica anche la necessità di seguire, da eletto, tutto l’iter per ottenere i fondi europei di vario genere. «Si sta lavorando già al piano 2021-2027 e l’ottica del territorio all’interno della Ue ha una sua rilevanza», ancora Kienge. E poi c’è lo «ius soli».

«Il percorso per l’ottenimento dei pieni diritti di cittadinanza della popolazione italiana di origine straniera mira a cancellare le ingiustizie politiche ed a portare progresso sociale, economico e politico al nostro Paese», chiude Cécile Kienge, consapevole che la strada è ancora lunga. Intanto, porta avanti le sue idee.

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