sabato 13 aprile 2019

Vietati i veli e le barbe lunghe nei luoghi pubblici: ora il governo comunista cinese fa la guerra all’Islam


(Gli occhi della guerra) – Una lotta senza esclusioni di colpi per sradicare il terrorismo islamico dallo Xinjiang. La Cinaporta avanti la sua battaglia introducendo un pacchetto di 15 divieti da far rispettare in questa tumultuosa provincia. In particolare hanno fatto molto discutere due provvedimenti. Da pochi giorni, gli uomini non possono avere una “barba anormale” e le donne indossare i tradizionali veli musulmani.
È solo l’ultima trovata di Pechino per tenere sotto controllo una regione a dir poco problematica.

I nuovi divieti per annientare il terrorismo islamico 
Il governo dello Xinjiang ha varato nuove restrizioni per la più occidentale delle regioni cinesi. La drastica scelta, si sono giustificate le autorità, è una necessaria campagna contro il terrorismo islamico. Una piaga molto diffusa fra la minoranza etnica turcofona degli uiguri di religione islamica. Le misure includono il divieto di portare barba più lunga del normale e indossare veli in luoghi pubblici.

Ma anche rifiutarsi di guardare la televisione di stato e non permettere ai bambini di frequentare le scuole governative. E ancora, non rispettare le politiche di pianificazione familiare. Inoltre i cittadini sono tenuti a dissuadere coloro che coprono interamente i loro corpi dall’entrare in luoghi pubblici – come stazioni e aeroporti – e segnalarli alla polizia. Le giustificazioni di Pechino Simili restrizioni erano già state introdotte nello Xinjiang ma da ora in poi saranno sanzionate legalmente.

Le restrizioni sono state approvate dai legislatori locali e pubblicate sul sito web della regione. Le organizzazioni non governative in difesa dei diritti umani si sono già scagliate contro questi provvedimentigiudicati repressivi e lesivi della dignità umana. Nei mesi scorsi la Cina ha diffuso un libro bianco dedicato alla particolare situazione presente a Urumqi e dintorni.

Pechino, si legge nel documento ufficiale, ha arrestato dal 2014 “quasi 13.000 terroristi e distrutto 1.588 cellule del terrore”. Sarebbero poi stati sequestrati “2.052 dispositivi esplosivi e 345.229 copie di materiale religioso” e “punite più di 30mila persone per aver presto parte ad attività religiose illegali”. Fra politica e religione Il governo cinese ha risposto così alle critiche internazionali che lo accusavano di violare i diritti umani degli uiguri.

Nel libro bianco si legge inoltre che per la Cina il terrorismo è un nemico comune della società umana. Pechino “si oppone a ogni forma di terrorismo ed estremismo” e “punisce duramente ogni azione volta a organizzare attività di stampo terroristico”. Il problema religioso nello Xinjiang, in più, si intreccia con quello politico, visto che la minoranza etnica locale è attraversata da forze separatiste. In ogni caso la Cina ha deciso di risolvere così il problema con l’estremismo islamico. Basterà?

1 commento:

Unknown ha detto...

Buona sera in Islam non esiste terrorismo . Islam e un religione di pace voi ancora state parlando del terorizmo .terroristi sono le persone pagate da qualcuno che vuole conquistare qualcosa che non la conquistato da anni basta con queste barzellette il mondo già l'ho a capitò chi sono i terroristi

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