domenica 5 aprile 2020

A Ferrara i buoni spesa prima agli italiani: “Gli stranieri prendono già aiuti pubblici”. La sinistra sbraita: “Vergogna”



BOLOGNA. Buoni spesa in ordine di priorità. Prima agli italiani. Poi agli europei, e solo alla fine ai cittadini di Paesi extraeuropei. Se i buoni finiscono prima, chi è in fondo alla lista resta senza. Questi i “requisiti di accesso” ai buoni spesa del governo messi nero su bianco nella delibera del Comune di Ferrara, guidato dal sindaco della Lega Alan Fabbri.

Una classifica del bisogno legata anche alla nazionalità che ha fatto subito gridare “vergogna” ai consiglieri di Emilia Romagna Coraggiosa, la lista della sinistra radicale rappresentata alle regionali da Elly Schlein. “La decisione del Comune di Ferrara di classificare le persone non in base alla necessità e al bisogno, ma in base al Paese di origine è politicamente ed eticamente inaccettabile” ha detto ieri il coordinatore ferrarese della lista Leonardo Fiorentini.

Il Comune di Ferrara, che ha ricevuto dal giverno 697.283 euro per la ripartizione dei buoni, ha d’altra parte rivendicato l’altro giorno la scelta, spiegando anche nella nota informativa sui buoni l’ordine di priorità dato agli italiani.

“I buoni spesa legati a questa emergenza devono essere utilizzati soprattutto da chi non usufruisce e non ha mai usufruito di altri aiuti: devono servire ai lavoratori precari, a quelli interinali, ai professionisti che si trovano all’improvviso senza entrate, ai cassa integrati e agli imprenditori bloccati nelle loro attività – spiega le sue ragioni Alan Fabbri -. E’ evidente che chi già è seguito dai servizi sociali, in termini economici, continuerà ad esserlo e che nessuno verrà lasciato indietro

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