Soldi pubblici alla sedicente “scienziata” (fuori di testa) che vuole trattare con scosse elettriche al cervello i cosiddetti razzisti, xenofobi e sessisti che hanno pregiudizi o stereotipi. Arriva l’interrogazione parlamentare del leghista Claudio Borghi.
Ecco di chi stiamo parlando:
L’idea che sto portando avanti con la mia ricerca presso l’Istituto Italiano di Tecnologia è che questi stereotipi siano così instillati nella nostra mente che l’unico modo per cambiarli sia modificare i meccanismi biologici del cervello responsabili della generazione e controllo di tali stereotipi.
In particolare, i miei studi sono volti all’utilizzo di una procedura, chiamata stimolazione cerebrale non invasiva: tecnica appartenente al campo scientifico delle neuroscienze. Le tecniche di stimolazione cerebrale non invasiva sono delle procedure considerate sicure che permettono, inducendo delle piccole correnti elettriche o magnetiche, di modulare i meccanismi attraverso i quali il cervello regola il nostro comportamento.
Queste tecniche, nonostante siano ancora relativamente sconosciute in ambito dello studio degli stereotipi sociali, sono molto diffuse in ambito clinico per la diagnosi dei disturbi legati al sistema motorio, come dopo un episodio di ictus, ma anche per il trattamento di malattie neurologiche e psichiatriche, come dolore neuropatico cronico, parkison e depressione.
In particolar modo, le tecniche di stimolazione cerebrale non invasiva sono molto efficaci nel trattamento della depressione farmaco-resistente, cioè in quelle situazioni in cui i farmaci non riescono a produrre benefici per il paziente, portando ad una riduzione dei sintomi depressivi in circa il 60% di questi pazienti, tanto che un terzo di essi mostra addirittura una remissione completa della malattia.
Il tweet di Claudio Borghi

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