domenica 6 giugno 2021

Pistoia, giovane donna presa a calci e violentata da 6 stranieri sul treno: sconto di pena per 3 nigeriani

 




Da La Nazione – Con l’accusa di violenza sessuale di gruppo, il giudice Alessandro Azzaroli, ha condannato a 3 anni e sei mesi di carcere due dei sei immigrati che la sera del 20 settembre 2020, in treno e poi alla stazione ferroviaria di piazza Dante Alighieri, circondarono, palpeggiarono, e molestarono pesantemente una giovane donna pistoiese, anche prendendola a calci, e che furono poco dopo arrestati dalla polizia di Stato. Il pubblico ministero Leonardo De Gaudio aveva chiesto, per entrambi, la condanna a 6 anni di reclusione. Un fatto noto, che suscitò preoccupazione e sgomento in città.


Troppo per il giudice.


Il processo si è celebrato con rito abbreviato, che prevede la riduzione di un terzo della pena. Le indagini erano state dirette dal sostituto procuratore Claudio Curreli che aveva chiesto al gip il processo immediato. Richiesta che fu accolta dal giudice Patrizia Martucci, ritenuta l’evidenza della responsabilità degli imputati, e che il 5 gennaio 2021 emise il decreto di citazione.

Kevin Ocose, nato in Nigeria nel 1996 e Monday Nosa, nato in Nigeria nel 1998, sono tuttora detenuti. Il giudice ha riconosciuto loro le attenuanti generiche e li ha condannati a una provvisionale di 5mila euro quale risarcimento nei confronti della persona offesa.

La posizione del terzo imputato, Emeka Eze, nato in Nigeria nel 1996, e anche lui tuttora in carcere, è stata stralciata. Difeso dall’avvocato Andrea Palazzeschi del foro di Firenze, affronterà il processo ordinario. Furono momenti spaventosi per la giovane donna che quella sera, alle otto circa, si apprestava a scendere dal treno che si stava per fermare alla stazione di Pistoia. La giovane era stata già presa di mira, con parole offensive e intimidatorie, quando era ancora seduta all’interno del vagone.



Il gruppo di africani era più numeroso all’inizio, almeno sei. Dopo essersi espressi con parole irripetibili nei suoi confronti, l’avevano raggiunta non appena si era alzata per raggiungere la piattaforma del treno destinata alla discesa dalla normativa anticovid. L’avevano circondata e presa a spintoni. Le parole si erano fatte sempre più pesanti e i gesti anche, con le mani e con i piedi.

La giovane non aveva avuto, a quel punto, nessuna possibilità di sfuggire a quell’accerchiamento, sperando soltanto che le portiere del treno si aprissero prima possibile. Il tormento non era finito però, perché il gruppo continuò a seguirla anche fuori dalla stazione.

Ma due elementi giocarono per fortuna a favore della giovane vittima: la sua prontezza nel dare l’allarme alla polizia, che intervenne subito, e la presenza, alla stazione, di alcune persone che intervennero in suo aiuto.

Tre dei sei immigrati si dileguarono e non sono mai stati identificati. Gli altri tre cominciarono a correre in direzione di via Pertini e poco dopo furono bloccati e arrestati dalla polizia con l’accusa di violenza di gruppo ai sensi dell’articolo 609 octies del Codice Penale.

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