martedì 16 ottobre 2018
Brucia viva la compagna e la uccide: condanna ridotta perché lei lo tradiva
E' stato tradito più volte e per questo non è valida l'aggravante dell'omicidio per futili motivi, sostengono i giudici.
E così la prima Corte d'Assise ha deciso di ridurre da 30 a 16 anni la condanna di Felix, 43 anni, che il giorno di Natale 2014 diede fuoco alla sua compagna.
La donna morì un mese dopo in seguito alle gravissime ustioni. Un ulteriore riduzione di pena è stata concessa, in automatico, per aver scelto il rito abbreviato. La terribile aggressione avvenne in una baracca in via Sepino, a Lunghezza, dove la coppia viveva. Lui era geloso, sospettava un tradimento, e dopo una lunga e furibonda discussione versò una tanica di benzina sulla donna e le diede fuoco.
Ai medici del Sant'Eugenio che avevano in cura la donna disse che era stata un'esplosione provocata da una perdita di gas. Poi, quando gli investigatori non ritennero credibile questa versione, sostenne che la donna aveva bevuto per sbaglio da una bottiglia piena di benzina, scambiandola con il vino, proprio mentre stava fumando.
In primo grado l'uomo, fermato inizialmente con l'accusa di tentato omicidio (e poi omicidio quando la donna è morta) è stato condannato a 30 anni di reclusione. Ieri la decisione in appello: condanna ridotta perché la donna lo tradiva.
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