martedì 23 ottobre 2018
Decreto di Genova: messa una pezza agli idrocarburi, ora spunta la diossina nei fanghi
Doveva essere migliore del precedente emendamento, e invece ci ritroveremo zucchine, cavoli e verdure al sapor di diossina.
Il nuovo 'codicillo' del decreto Genova rischia di avvelenare ancora di più i terreni agricoli. Non solo idrocarburi. Si corre il rischio che nelle nostre terre questa pericolosa sostanza possa finire in maniera massiccia attraverso i fanghi di depurazione.
A denunciarlo sono stati i Verdi che parlano come una "scandalosa sanatoria di diossine, PCB e licenza d’inquinare" riferendosi all’emendamento all’art.41 sui fanghi di depurazione, destinati sui suoli agricoli, inserito nel decreto Genova e presentato dai parlamentari Di Muro e Rospi, M5S e Lega.
L'emendamento prevede che nei fanghi di depurazione da spargere nei campi ad uso agricolo possano essere presenti sia PCDD e PCDF (diossine) che PCB (policlorobifenili), Toluene, Selenio ed IPA (idrocarburi policiclici aromatici) in quantità molto più elevate rispetto a quanto previsto dal Dlgs 152/2006.
Non bastava l'innalzamento di 20 volte dei livelli di idrocarburi nei fanghi di depurazione usati nei campi agricoli come fertilizzanti, anche questo, com'è facilmente intuibile, oggetto di recenti polemiche. La norma riguarda non la sostanza secca ma il cosiddetto "tal quale" visto che "con la sostanza secca, il valore è univoco, mentre con il tal quale la concentrazione dell’inquinante dipende dal contenuto di acqua del fango. Di conseguenza, per abbassare la concentrazione degli idrocarburi, basterà diluirlo" spiega il segretario dei Verdi Angelo Bonelli.
Adesso arriva anche un emendamento che rischia di avvelenare ancora di più il suolo dove crescono le verdure che portiamo sulle nostre tavole.
La promessa di Costa "Nessun codicillo nascosto o occultato. Mai ce ne saranno finché sarò Ministro dell'Ambiente", aveva spiegato su Facebook il ministro.
"Abbiamo inserito l'articolo sui fanghi di depurazione nel decreto Genova perché c'erano le condizioni della decretazione di urgenza. Sì, quest'estate siamo stati in emergenza, con tonnellate di fanghi accumulate soprattutto nelle regioni del Nord, e abbiamo sfiorato un disastro ambientale per l'accumulo nei depositi di stoccaggio dei fanghi industriali. (...) Ci penso io, ma devo necessariamente fare un passo indietro. La gestione dei fanghi è stata regolata per 25 anni da un decreto che non conteneva limiti per gli idrocarburi. Nessun limite per 25 anni! Nessuna rivolta, nessuna protesta. Poi la Cassazione, in assenza di una norma specifica, ha indicato espressamente la necessità che si intervenisse con una nuova norma. Arriva lo schema di decreto predisposto da Galletti che aveva esattamente il limite di 1000 mg e anche qui, nessuno ha gridato al disastro ambientale. Questa la situazione che abbiamo trovato a luglio".
Costa aveva così promesso che il Decreto sarebbe migliorato una volta arrivato in Parlamento...
I pericolosi limiti superati E invece... Come spiegato dai Verdi, oggi, nonostante le modifiche, per il Toluene è previsto un limite di 200 volte maggiore, passando da 0,5mg per Kg a 100, per il Selenio il limite è alzato di 3 volte e passa da 3 mg per kg a 10, per i PCB passa da 0,06 a 0,08 mg per Kg e viene alzato di 13,3 volte, per i Pcdd/Pcdf (diossine) il limite passa da 10 ng per kg a 25, ben 2,5 volte maggiore.
"Si autorizza in questo modo ad accumulare sui terreni destinati all’agricoltura diossine, PCB e microinquinanti tossici trasformando nel tempo quei terreni in aree da sottoporre a bonifica e contaminando le matrici ambientali e la catena alimentare".
A loro difesa, i parlamentari del M5S sostengono che la legge sui fanghi di depurazione destinati all’agricoltura non prevede limiti per i microinquinanti oggetto del loro emendamento e che si è trattato di colmare un vuoto.
In realtà, la direttiva europea e la legge sui fanghi non prevede sì limiti per diossine, PCB e altri ma per un motivo ben preciso: i fanghi di depurazione infatti sono quelli domestici quindi per natura privi di queste sostanze.
"I microinquinanti si trovano perché nei depuratori va di tutto o quasi e per superare un’emergenza legata alla necessità di smaltire i fanghi si alzano all’inverosimile i limiti per consentirne lo smaltimento sui suoli agricoli" spiegano i Verdi.
In questo caso i limiti esistono e sono sanciti dalla Tabella 1, all. 5, Titolo V, parte IV del d.lgs. n. 152 del 2006.
"Ricordo che la legge e la direttiva europea prevedono che i fanghi non devono essere dannosi per l’ambiente, la salute e devono essere concimanti. Qualcuno può spiegare come possono essere concimate zucchine, melanzane e cavoli con le diossine?" lamenta Bonelli.
I rischi Le colture a rischio sarebbero soprattutto quelle di melanzane, zucchine e cavoli. A spiegare a cosa potremmo andare incontro è stato Alessandro Marescotti, Presidente Peacelink, secondo cui valori ben più bassi di diossina hanno già dato i loro nefasti frutti. Dove? A Taranto.
"Le pecore a Taranto si sono contaminate da diossina con concentrazioni molto inferiori a quelle proposte nel decreto Genova per i fanghi. Per i fanghi la concentrazione ammessa nella avventata proposta è fino a 25 ng/kg di diossina mentre sui suoli della masseria Fornaro a Taranto sono state rilevate concentrazioni massime di 10,1 ng/kg. Su quei terreni stanno tentando una difficile ma interessante bonifica con la canapa" spiega.
A suo avviso, invece di introdurre queste norme pericolose dovrebbe esere introdotto un limite di 4 ng/kg per i terreni di pascolo, come già proposto da PeaceLink nel 2012 di fronte al disastro ambientale di Taranto, con l’abbattimento di pecore e capre che avevamo pascolato su terreni la cui contaminazione variava dai 5 ai 10 ng/kg.
E pensare che in molti Paesi i limiti di diossina e pcb nei terreni di pascolo sono stati fissati con legge: in Olanda il limite e' di 1 ng/kg, in Canada di 4 ng/kg, ed in Germania e in Svizzera di 5 ng/kg (fonte: OSPAR 2007); al contrario, in Italia manca una normativa specifica, pertanto per tali terreni si applica il limite di 10 ng/kg per la somma di diossine e pcb, prendendolo dal limite per le aree urbane.
Allora, la questione fu sollevata anche dall’onerevole Pierfelice Zazzera che presentò un'apposita interrogazione parlamentare, senza alcun esito.
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