martedì 16 ottobre 2018
MANOVRA, NUOVE SCINTILLE TRA JUNCKER E SALVINI-DI MAIO
Se il buongiorno si vede dal mattino... non sarà rose e fiori il cammino della manovra italiana al tavolo dei controllori di Bruxelles.
Martedì sera, prima dello scadere della mezzanotte, il governo italiano ha trasmesso alla Commissione Ue il testo della legge di bilancio 2019 approvato dal Consiglio dei ministri e già stamane, prima ancora di un esame sui contenuti, Jean Claude Juncker se ne è uscito con una sorta di bocciatura preventiva probabilmente tutta incentrata sul deficit al 2,4%.
Ha provocato così l'immediata e polemica risposta tanto di Matteo Salvini quanto di Luigi Di Maio ("Si beva un caffè" ha commentato il vice-premier e ministro dell'Interno; "Parli pure Juncker, gli rimane tempo fino a maggio" gli ha fatto eco il vice-premier grillino). Ma cosa ha detto il presidente lussemburghese della Commissione? Che parlerà con l'Italia della legge di bilancio come fa con tutti i paesi dell'Ue ma anche che un paletto è ineludibile: il rispetto delle regole. E da queste regole - ha aggiunto - non si può prescindere perché dire sì all'Italia sarebbe inaccettabile per gli altri che potrebbero avere reazioni "virulente". "Se accettassim" il derapage" previsto dalla manovra rispetto alle regole europee “alcuni Paesi ci coprirebbero di ingiurie e invettive con l’accusa di essere troppo flessibili con l’Italia", ha detto Juncker.
Solo un paio d'ore e al presidente della Commissione Ue sono arrivate le risposte taglienti dei due azionisti di maggioranza del governo giallo-verde. "La manovra italiana è passata. Se ne faccia una ragione e si beva un caffè. Gli sbandamenti - Salvini - sono arrivati in questi anni dall'Europa che ha portato precarietà e insicurezza in un intero continente". "Juncker oggi dice che l'Eurozona si rivolterà contro tutto questo per mantenere lo status quo che ha causato solo povertà e disoccupazione crescente.
A nome di chi parla? - chiede polemicamente Di Maio - Dei vari ministri, del presidente dell'Eurogruppo, del suo partito che l'altro ieri ha fatto il minimo storico alle elezioni in Lussemburgo? Juncker faccia nomi e cognomi di chi davvero prende le decisioni all'interno dell'Ue. Non ci si può attaccare a vincoli ad personam, decidendo in modo scientifico di attaccare un paese sovrano solo perché quel governo non è simpatico a lui e all'elite di cui fa parte". E ancora: "Noi andiamo avanti con le misure chieste dal popolo. Juncker continui pure a rivoltarsi, gli rimane tempo ancora fino a maggio". (foto da ilmessaggero.it)
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