giovedì 11 ottobre 2018

Roma, mussulmano massacra la moglie perché incinta di una femmina


Sposata da qualche anno con un suo concittadino indiano, quando lui l’ha malmenata all’ottavo mese di gravidanza, lo ha denunciato.

I maltrattamenti fisici, morali, psicologici e le minacce erano iniziate già quando i due vivevano in India ma, grazie alla presenza dei parenti, non erano mai degenerati. Venuta in Italia per ricongiungersi col marito, la donna ha scoperto di aspettare una bambina: il sesso della nascitura ha reso ancora più aggressivo l’uomo che, oltre ad intrattenere una relazione extraconiugale, impediva alla moglie di uscire da casa non perdendo occasione per ingiuriarla e maltrattarla.

Ad agosto, alla 36sima settimana di gestazione, S.C. l’ha picchiata facendola cadere a terra e sbattere la pancia, provocandole forti dolori addominali, per poi uscire sbattendo la porta. Riuscita ad arrivare al telefono, ha chiamato il cugino che si è precipitato a soccorrerla e l’ha accompagnata in ospedale dove i medici l'hanno curata avvisando poi la polizia.

Gli investigatori del commissariato Celio, diretto da Stefania D’Andrea, raccolte le dichiarazioni della vittima e recuperate precedenti denunce della stessa, con allegati referti, hanno inviato il tutto all’Autorità Giudiziaria che, esaminati gli atti, ha disposto l’arresto e la carcerazione del 30enne indiano. I poliziotti si sono così presentati alla sua porta ed hanno eseguito l’ordinanza di custodia cautelare portando S.C. a Regina Coeli.

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