martedì 7 gennaio 2020
Dittatura M5S, la stoccata di Fioramonti: “Nel movimento il dissenso non è ammesso, o taci o esci”
“Nei 5 Stelle il dissenso non e’ ammesso: o taci o esci. Ora torno ai temi dell’ambiente”. Cosi’ l’ex ministro dell’Istruzione, Lorenzo Fioramonti, in un’intervista a La Repubblica. 42 anni, laureato in filosofia, storico dell’economia, teorico dell’economia del benessere (wellbeing economy), l’ex ministro, che ha da pochi giorni abbandonato, rimprovera al Movimento “l’impossibilita’ di un confronto critico” in quanto “non e’ ammesso il dissenso, non c’e’ ascolto” secondo la teoria ma anche la prassi che “i panni sporchi si lavano in famiglia”. “Per il resto – aggiunge laconico Fioramonti – si tace o si esce”.
Lui dice di essere “sempre stato critico in modo esplicito” perche’ il punto e’ che “a volte ci si dimentica cosa sono le cinque stelle”, ovvero “acqua pubblica, mobilita’ sostenibile, ambiente”, cioe’ quell’economia del benessere a cui “ho dedicato tutta la mia vita di studi” assicura l’ex titolare del dicastero di viale Trastevere a Roma. E sicura, anche, che “serva “un’alleanza di governi che puntino al benessere sociale e ambientale, non alla crescita del Pil”, come accade in Scozia, Finlandia, Nuova Zelanda, Islanda dove i “quattro governi hanno preso a modello i miei lavori accademici, le mie proposte” assicura l’ex ministro.
Nel corso dell’intervista Fioramonti narra anche come ha conosciuto Di Maio (“alla presentazione di un mio libro, “Presi per il Pil”) e di come ha fatto strada nel Movimento (“lo accompagnai in un paio di missioni estere ad accreditarsi con banchieri, investitori stranieri. Alla Borsa di Londra”), di come “la segretaria di Di Maio” gli propose di fare il ministro della Infrastrutture “e risposi no” per poi tornare “alla carica, avevano bisogno di una persona competente all’Istruzione. Me lo chiesero come un favore, si era a poche ore dalla presentazione della squadra”.
E sulla capacita’ del ministro degli Esteri Luigi Di Maio di gestire una crisi cosi’ complessa, Fioramonti si esprime cosi’: “Bisogna dargli tempo. Servono controllo e coraggio. La politica estera non e’ una dependance dell’economia. A volte i neofiti non hanno coraggio per paura di cio’ che non conoscono. Non mi riferisco solo al problema linguistico. Di Maio ha intuito”. “Speriamo” chiosa poi
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