martedì 4 febbraio 2020

CORONAVIRUS, RAZZISMO: 56 ITALIANI IN QUARANTENA E CINESI A SCUOLA



I nostri connazionali rimangono giustamente in quarantena. Chi invece arriva dalla Cina attraverso scali in altri Paesi va diretto a scuola.

Sfide di calcetto e ping pong, corsette intorno al campo, bimbi che giocano nel verde o disegnano nella hall. Tutti rigorosamente in mascherina e guanti, sempre. E sotto l’occhio vigile dei militari. La giornata dei 56 italiani in quarantena rientrati da Wuhan, la regione focolaio del coronavirus, è scandita ad un ritmo lento e rilassato all’interno del Centro olimpico della città militare della della Cecchignola a Roma. “Qui il vero nemico è la noia”, spiega Michel Talignani, manager modenese di 45 anni e tra le persone rientrate da Wuhan.

E stasera, per festeggiare il rientro in Italia, il gruppo ha chiesto una pizza. “Per noi, invece, l’unico fastidio è dover usare le mascherine durante l’attività fisica e con il fiatone non è il massimo. Entro la fine di questa quarantena quando tutto sarà finito – dice sorridendo il manager in quarantena – Proveremo ad organizzare una partitella amichevole di calcetto ‘Interforze contro appestati'”.


 Continuiamo a chiedere perché loro in quarantena, e i cinesini a scuola. Eppure il 90 per cento dei cinesi residenti in Italia proviene da zone infette.

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