venerdì 21 agosto 2020

Prete Nigeriano, Droga, prostitute, violenze e si intascava i soldi dei fedeli: arrestato un prete nigeriano a Torino



Un prete nigeriano arrestato a Torino. L’uomo, 44 anni, era un pastore evangelico con un pedigree criminale di tutto punto: il coordinatore della chiesa “Montagna di fuoco” di via Pinerolo, scrive La Stampa, era già noto alla polizia e al centro delle attenzioni per i suoi precedenti per rapina, droga e sfruttamento della prostituzione.

Non pago, si dilettava a fare il tassista (ovviamente abusivo) a Porta Palazzo.

A questo carniere si aggiungono ora altre accuse: quelle di aver maltrattato e malmenato la moglie (nigeriana anche lei e occupata come domestica): è stata la donna a denunciare il prete-criminale, rivelando che il marito era anche solito intascarsi le offerte chei fedeli devolvano al pastore e alla chiesa.

Un prete della chiesa cristiana evangelica è stato arrestato nei giorni scorsi a Torino per maltrattamenti alla moglie. Già noto alla polizia per reati di rapina, droga e sfruttamento della prostituzione, è stato fermato mentre inseguiva la moglie all’interno della loro abitazione. Correva dalla cucina alla camera da letto per afferrarla. «Mi ha picchiata violentemente con pugni alla testa e ha cercato di strangolarmi», ha raccontato in lacrime la donna agli agenti. La vicenda è stata ricostruita da La Stampa, così come la figura di questo pastore, a dir poco particolare.

Ci sono i precedenti, ma anche la sua occupazione: fa il tassista abusivo a Porta Palazzo. È infatti un autista di kabu kabu, oltre che prete evangelico alla “Montagna di Fuoco” di via Pinerolo. La donna ai poliziotti non ha raccontato solo dei maltrattamenti subiti («Da anni vivo nel terrore»), ma ha pure rivelato che il marito 44enne si intascava pure parte delle offerte dei fedeli. «Lui trattiene per sé parte delle offerte che in teoria dovrebbe mandare a Roma alla nostra Chiesa centrale».
TORINO, PRETE ARRESTATO PER MALTRATTAMENTI
La coppia è sposata da anni. Il 44enne aveva raccontato di aver scelto la moglie tra le fedeli della chiesa evangelica. Peccato non abbia saputo trattarla e rispettarla dopo il matrimonio. Entrambi originari della Nigeria, hanno due figli piccoli. Dopo il matrimonio sono cominciati i maltrattamenti, anche davanti ai bambini. Ha raccontato che lui le aveva tenuto nascosto che era senza documenti, quindi l’ha aiutato a regolarizzarsi. «Ho saputo che era finito in prigione, e che era anche stato denunciato dalla sua ex fidanzata – riporta La Stampa -.

Poi ho scoperto che aveva una seconda moglie in Nigeria». Le liti scoppiavano soprattutto per soldi. Lei fa la domestica, si occupa dei figli e manda avanti la casa. «Lui è sempre in giro per Torino, dice di lavorare tutto il giorno ma non porta molti soldi in casa. Mi picchia ogni volta che gli chiedo del denaro per fare la spesa o per comprare i libri scolastici». Ma quando gli agenti lo hanno fermato e perquisito, gli hanno trovato addosso circa 4mila euro, mentre altri 3mila erano nascosti in un armadio dell’abitazione.

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