Renzi si è costituito parte civile con l'avvocato Federico Bagattini. In seguito però non si è presentato quattro volte in aula per deporre come testimone parte offesa, ogni volta adducendo legittimi impedimenti. Maiorano, accusato di diffamazione, è difeso dal professor Carlo Taormina. Il processo è condotto dalla giudice Laura Bonelli. L'accusa è sostenuta dal pm Massimo Bonfiglio.
Le spese alla Provincia di Firenze "avevano finalità istituzionale ed erano da me controllate attraverso le voci del bilancio", "la finalità istituzionale delle spese era asseverata dai dirigenti della Provincia", "abbiamo avuto verifiche del Mef e della Corte dei conti ma non c'è stata mai nessuna condanna" ha detto Matteo Renzi rispondendo alle domande dell'avvocato Carlo Taormina, difensore di Maiorano. In aula l'ex segretario del Pd ha anche spiegato di aver querelato Maiorano perchè lo aveva accusato di 'spese spazze' "mentre stavo preparando come premier il bilancio dello Stato". "Aver detto che io avevo dilapidato il patrimonio di un ente pubblico è stato diffamatorio, per questo siamo in causa", ha aggiunto Renzi.
Nel confronto tra Taormina e l'ex segretario del Pd ci sono stati anche momenti accesi. Mentre parlava Renzi per due volte è poi intervenuto Maiorano: in entrambi i casi il giudice lo ha allontanato dall'aula, la seconda volta facendo intervenire anche un carabiniere dopo che il dipendente comunale ha detto all'ex premier: "Stai prendendo per il c...il mio avvocato". Uscendo dal tribunale dopo la deposizione l'ex premier ha anche annunciato qurele e "tolleranza zero" contro le fake news su di lui. "Sono circondato da centinaia di frasi false, offese, insulti, dichiarazioni che assomigliano più a fake news che alla realtà. Abbiamo deciso di iniziare a querelare e a citare in giudizio per risarcimenti civili".

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